La missione
della chiesa e il dialogo con le culture e le
religioni sono al centro di questo numero di "Urbaniana".
La nostra università, attraverso i suoi studenti e i
suoi professori provenienti da numerosi paesi e da
tutti i continenti, fa giungere l'eco di una realtà
molteplice a livello culturale e religioso, con la
quale, come chiesa, siamo chiamati a confrontarci e
a dialogare. L'annuncio del vangelo, nostro compito
principale viene vissuto così in ambienti plurali e
complessi che richiedono attenzione, ascolto,
capacità di dialogo e mediazione. Come ho avuto modo
di dire durante il solenne Atto Accademico,
celebrato nelle nostra università il 12 dicembre
scorso, il Vangelo diventa cultura e nuovo umanesimo
quando è vissuto e annunciato e si intreccia con
l'umanità e il pensiero di coloro a cui giunge. Il
Cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone,
presente all'Atto Accademico ci ha ricordato come
"in questa complessa situazione, anche oggi la
Chiesa é chiamata ad ascoltare e a seguire quello
Spirito che «soffia dove vuole e ne senti la voce ma
non sai di dove viene e dove va»1;
sappiamo bene che, come ha insegnato Giovanni Paolo
li, «lo Spirito spinge ad andare sempre oltre, non
solo in senso geografico, ma anche al di là delle
barriere etniche e religiose, per una missione
veramente universale»2. Questo
"andare oltre" invita a superare ogni barriera, a
non temere ma a cercare in ogni cosa di servire
l'amore di Dio". Nella nostra università crediamo
che lavorare per il dialogo non significhi
rinunciare alla propria identità. Un dialogo che non
tradisca la tradizione cristiana è un servizio
importante alla testimonianza e alla diffusione
dell'amore di Dio.
Dal desiderio
di capire e quindi costruire un dialogo consapevole
e non superficiale sono nati numerosi eventi: la
Giornata di studio sulle "Sette e i nuovi movimenti
religiosi" del 23 novembre 2006, il Convegno
internazionale sul "Convivio delle differenze"
dell'11 e 12 gennaio 2007, l'incontro sui "Volti
dell'islam post-moderno" del 30 gennaio e numerosi
altri eventi promossi dalle nostre facoltà e dai
nostri istituti. Anche le attività degli studenti
promuovono continuamente l'incontro e il confronto
tra giovani provenienti da diverse culture e paesi.
Un'immagine
che tornerà più volte in questo numero di Urbaniana
è quella del "ponte", che descrive bene l'impegno
del dialogo: non si tratta di confondere due rive ma
di metterle in contatto. Non si tratta di ignorare
le frontiere, ma di permettere il viaggio e
l'ospitalità reciproca. Non vogliamo omologarci ma
convivere e dialogare nella diversità. La Pasqua di
Risurrezione che ci prepariamo a celebrare porti a
tutti noi un rinnovato desiderio di incontro con la
vita, di pace e speranza. È ciò che auguro a tutti
voi.
1
Gv
3,8.
2
Redemptoris Missio, 25.